Il Progetto Biodivigna si è concluso il 24 giugno 2024 con l’ultima attività di un lungo percorso iniziato due anni fa. Un progetto che vuole seminare l’inizio di una nuova mentalità, un nuovo modo di fare agricoltura, certamente non facile e sempre in continua evoluzione, ma che è diventata anche l’unica strada percorribile possibile per un pianeta sostenibile senza rinunciare a prodotti di alta qualità rispettando la vigna, il suolo e la natura.

La formazione e l’informazione diventano sempre più importanti per raggiungere questo obiettivo ed è per questo che il Progetto Biodivigna è stato fondamentale. Attuato grazie all’Università degli Studi di Milano e al gruppo Sata, che hanno messo la loro esperienza e preparazione a disposizione di tutti, ha coinvolto un importante gruppo di professionalità. La regia è stata messa in campo da Mila Pifferi e Armando Colombi e l’ultima azione ha potuto beneficiare della ospitalità speciale di Tenuta Frecciarossa a Casteggio.

L’ultima azione prevista è stata l’”Esame di tre siti Oltrepadani per l’osservazione ed il controllo sulla diffusione delle tignole in e fuori area confusione”. Nell’ambito della difesa fitosanitaria è stato affrontato, anche in linea teorica, il tema della confusione sessuale. Il Progetto ha chiuso i lavori con una dimostrazione sul campo dei metodi di monitoraggio utili a comprendere il senso reale di soglia di danno, l’utilità e la convenienza di una diffusa intesa a livello territoriale per una protezione del tutto esente da impatto proprio contro uno degli insetti.

Fabiano Giorgi, presidente del Distretto ha commentato così: «Quest’ultima attività in campo ha concluso un percorso molto significativo e importante per il Distretto del vino, che come ente capofila del progetto Biodivigna si è impegnato per diffondere buone pratiche di conservazione del suolo e del vigneto. Si parla molto oggi di sostenibilità ma noi abbiamo deciso di trattare l’argomento in modo serio e ad alti livelli, collaborando con l’Università degli Studi di Milano. Il nostro obiettivo è stato divulgare, a livello nazionale, informazioni e buone abitudini per far comprendere che grazie all’integrazione tra azioni informative e dimostrative, gestualità, manualità è possibile gestire il vigneto in modo sostenibile».

Il progetto aveva preso il via il 21 novembre 2022, organizzato dal Distretto del vino di qualità dell’Oltrepò Pavese in collaborazione con l’Università di Milano: ha previsto 12 seminari in streaming e 5 attività sul campo, gratuite, cuore del piano di divulgazione tecnica, teorica e pratica, che il Distretto ha rivolto a tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è stato trasmettere buone pratiche di conservazione del suolo e del vigneto, nel nome di una sostenibilità programmatica e condivisa. Viticoltori, agronomi, tecnici, enologi e operatori del settore sono stati chiamati a partecipare per dare vita ad una inversione di marcia e affrontare i cambiamenti climatici. I seminari e le attività dimostrative hanno consentito anche l’accreditamento formativo di periti agrari, agronomi ed enologi.

Fonte Distretto del Vino di Qualità Oltrepò Pavese
https://distrettovinooltrepo.com/