Wine in Venice è stata un’esperienza suggestiva, scenografica, coinvolgente. Anche per il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, presente in un appassionato walk around tasting, insieme con i Consorzi lombardi di Ascovilo. Si sono presentate tutte insieme le Denominazioni lombarde del vino che con Ascovilo hanno raccontato eccellenze, qualità, autenticità e tipicità nei calici proposti nella bellissima location destinazione di questo evento veneziano. Il programma di attività del Consorzio è appena ripartito
La parola che ricorre più spesso fra gli intervistati presenti è “bellezza” ed è proprio il segno distintivo di questa presenza di Ascovilo che diventa bilancio positivo “bello” come dice il direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese Carlo Veronese che ha portato in dote per la kermesse veneziana una serie di etichette “miste” in rappresentanza delle 6 Doc e 1 Docg del Territorio tutelato e promosso dal Consorzio. In mescita tipologie iconiche come il Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC, il Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese Doc, il Pinot nero dell’Oltrepò Pavese Doc e l’Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg e l’Oltrepò Pavese Riesling Doc.
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A Wine in Venice c’è stato spazio non solo per assaggi di eccellenze lombarde ma anche per parole dedicate alle stesse eccellenze secondo il mantra della qualità: come per  il dibattito sul valore di poter vivere e lavorare abbracciando una filosofia “slow” di rispetto dell’ambiente, dei dipendenti, dei consumatori e della propria vita generato dal media partner Il Gusto che ha voluto riflettere partendo dalla parola “Sostenibilità, una parola che sentiamo utilizzare e usiamo noi stessi sempre più spesso in questi ultimi anni. Secondo la definizione che ne danno le scienze sociali ed economiche, un processo è sostenibile se soddisfa le necessità delle generazioni presenti senza andare a intaccare il futuro delle prossime. Ma cos’è veramente?”, scrive Lara De Luna su Repubblica. (link all’articolo qui
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È la domanda a cui Wine in Venice, la kermesse del vino etico sostenibile e innovativo di Venezia – dal 20 al 23 gennaio 2023 – ha provato a rispondere e lo ha fatto attraverso il talk “Mangiare il vino, bere il territorio. Le connessioni ristorante-cantina sono fondamentali per raccontare il territorio e far crescere l’enoturismo”, talk al quale ha partecipato anche il direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese Carlo Veronese.
“Perché un’impresa non può essere sostenibile senza una base economica solida, – scrive ancora la De Luna – senza che il fattore umano sia felice e non può essere etica se il suo sviluppo non si basa su una vasta cultura e sulla gioia di condividerla. Molte le domande che gli ospiti, intervistati da Lara Loreti, responsabile settore Wine de ilGusto e Luca Ferrua, direttore de ilGusto, si sono posti e hanno, indirettamente, posto al pubblico, in modo che il dubbio potesse essere motore di consapevolezza. In questo processo, tra le tante parole che si sono rincorse tra palco e microfono una ha dato senso e collegamento a tutte le altre: tempo. Perché il tempo, per dirla con le parole del direttore Ferrua, “è il collante che dà senso a tutto. Perché ci vuole tempo per creare un vino, ma ci vuole anche tempo per conoscerlo. Ci vuole tempo per creare un’offerta ristorativa, il tempo della riflessione, il tempo della passione che crea, ma anche il tempo del riposo. Perché “è senza il respiro del tempo che nulla può esistere”.

Wine in Venice è la prima azione del 2024 di promozione del Consorzio. “Le prossime tappe sono alle porte – come spiega Charles Veronese – prosegue infatti il programma in Germania con le ultime date del Progetto Nati per stare insieme Ascovilo – Grana Padano Dop. Il 6 febbraio saremo al Ristorante Martinelli di Monaco che preparerà un menù di tre portate abbinate al Oltrepò Pavese Docg Metodo Classico Pinot Nero, al Bonarda dell’Oltrepò Pavese Doc “Mossa Perfetta” e al Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese Doc. L’8 febbraio al Ristorante Saitta di Dusseldorf verrà preparato un menù di tre portate abbinate al Oltrepò Pavese Doc Pino Nero Spumante, al Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc e al Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese Doc. Il 23 febbraio saremo a New York per i Tre Bicchieri Gambero Rosso grazie alla collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura di Regione Lombardia e Ascovilo. Avremo una masterclass e un banco di assaggio“.

A Wine in Venice è partita la stagione, un via che scatta in un luogo magico: “è sempre molto stimolante partecipare a questi eventi – dice Veronese – raccontare a Venezia, in un luogo splendido come quello, come in giro per il mondo cosa c’è dietro alle Denominazioni, il valore e il lavoro delle nostre cantine, nella qualità dei calici che puntano a distinguersi e farsi conoscere anche con semplicità. La semplicità dell’assaggio in un tasting senza pensieri, senza imbarazzo, con la spontaneità di trovare risposte in calici che rappresentano prima di tutto la tipicità di una Doc o Docg e della loro terra. Non sono occasioni commerciali ma di vera divulgazione senza problemi, dove a fare la differenza è davvero la qualità proposta, che in questo caso, forse anche solo per suggestione, viene amplificata dalla bellezza del luogo”.